Che cosa significherebbe lo European Business Wallet per banche e settori regolamentati
Sareste una parte facente affidamento
L'articolo 3 definisce la parte facente affidamento su uno European Business Wallet come una persona fisica, un operatore economico o un organismo del settore pubblico che fa affidamento sugli European Business Wallet. Una banca che avvia il rapporto con un cliente aziendale, un assicuratore che verifica un intermediario, o qualsiasi impresa che debba stabilire con chi sta trattando rientrerebbe in quella categoria. Nessun articolo della proposta nomina gli istituti finanziari. La relazione illustrativa affronta il settore là dove espone i motivi della proposta: afferma che nel solo settore finanziario le procedure di adeguata verifica della clientela possono richiedere dai 30 ai 50 giorni per cliente aziendale, con ogni fascicolo che richiede decine di ore di lavorazione manuale. [1]
Nulla vi obbligherebbe ad accettarlo
L'obbligo di accettazione previsto dall'articolo 16 grava sugli organismi del settore pubblico, e soltanto su di essi: entro 24 mesi dall'entrata in vigore dovrebbero consentire agli operatori economici di identificarsi, firmare o sigillare, presentare documenti e scambiare notifiche tramite un wallet. La proposta non prevede un obbligo equivalente per le parti facenti affidamento private, e l'uso resterebbe volontario per le imprese. Accettare un Business Wallet sarebbe una decisione commerciale, non una scadenza di conformità. [1] [5]
Che cosa potreste verificare, e come
L'articolo 6 imporrebbe ai wallet di supportare protocolli e interfacce comuni che consentano a una parte facente affidamento di richiedere e convalidare i dati di identificazione del titolare del wallet e le attestazioni elettroniche di attributi, di verificare l'autenticità e la validità del wallet stesso e di autenticarsi a propria volta ove richiesto. L'articolo 5 dà al titolare l'altro lato di questo scambio: la divulgazione selettiva e il potere di autorizzare una parte facente affidamento a richiedere attestazioni, revocando poi tale autorizzazione. [1]
Ai sensi dell'articolo 8, i dati di identificazione del titolare conterrebbero almeno la denominazione ufficiale dell'operatore economico quale risulta dal registro pertinente, oltre al suo identificativo unico, e sarebbero rilasciati come attestazione elettronica qualificata di attributi da un prestatore di servizi fiduciari qualificato, o da un organismo del settore pubblico responsabile di una fonte autentica. Gli Stati membri notificherebbero tali fonti autentiche alla Commissione, che pubblicherebbe l'elenco in formato leggibile da dispositivo automatico. [1]
Identificativi che già usate
L'articolo 9 riutilizzerebbe l'identificativo unico europeo, ove l'operatore economico ne disponga, anziché creare un nuovo numero. È l'identificativo attribuito ai sensi della direttiva sul diritto societario, (UE) 2017/1132, e quello su cui poggiano l'interconnessione dei registri delle imprese e i registri dei titolari effettivi. I considerando affermano che il quadro dovrebbe basarsi sullo stesso processo di rilascio e registrazione per gli operatori coperti dall'acquis antiriciclaggio. Gli operatori privi di identificativo unico europeo ne otterrebbero uno creato in forza di un atto di esecuzione. [1] [9]
Oltre all'identità, i considerando citano il tipo di attributi che un wallet potrebbe portare come attestazioni: indirizzo attuale, numero di partita IVA, codice fiscale, identificativo della persona giuridica (LEI), numero EORI e codice accisa. Ciascuno arriverebbe firmato dal proprio emittente, non come scansione. [1]
Chi è autorizzato a firmare
L'articolo 5 consentirebbe al titolare di un wallet di autorizzare più utenti a operarlo e di revocare tali autorizzazioni. L'articolo 6 vi associa condizioni: le corrispondenze tra ruoli e attributi dovrebbero essere verificabili, controllabili, revocabili e riconducibili ai loro emittenti legittimi, con conflitti di ruolo, deleghe eccessive e autorizzazioni scadute rilevati e impediti in tempo reale, e con una logica di autorizzazione interoperabile tra Stati membri. [1]
